Il PAV presenta tre nuovi lavori che vanno ad arricchire la collezione permanente del Centro d’arte. Con Sofia Caesar, Sara Enrico e Andrea Magnani, prosegue l’indagine della sfera ecologica e sociale che è propria del Parco Arte Vivente. La collaborazione con questi artisti si pone in continuità con esperienze precedenti, come un’ulteriore germinazione di iniziative che hanno avuto luogo al PAV negli ultimi due anni; se con Sofia Caesar ritroviamo il respiro internazionale del progetto Resò, network di residenze supportato e promosso dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, Sara Enrico ed Andrea Magnani rientrano invece tra i protagonisti della prima edizione di Teatrum Botanicum, il festival che il PAV dedica da due anni alle giovani ricerche svolte sul territorio nazionale.

I tre lavori presentati si collocano a una certa distanza l’uno dall’altro, nell’arco d’interessi del museo: si tratta di tre interventi molto diversi nelle modalità formali e nei contenuti, ma che, nondimeno, condividono alcuni punti nodali.

Comunicato stampa

The Jumpsuit Theme. La parola italiana “tuta”, che in inglese conosce diverse traduzioni, porta in sé molteplici sensi: ‘Tutti in tuta’ proclamava Thayhat nel 1920, lanciando il cartamodello di un indumento fatto in un unico pezzo, veloce ed economico. La tuta ci rimanda all’ambito del gioco, del tempo libero e del relax vissuto tanto negli spazi domestici quanto all’aria aperta. Contemporaneamente, nella sua manifestazione specifica di tuta da lavoro, è uno dei simboli della produttiva fordista. Per Sara Enrico, questa ambiguità, o apertura semantica, è il punto di partenza di riflessione metaforica, che passa attraverso un abito che implica una postura del corpo, tra il pubblico e il privato, tra il singolo e la collettività, tra l’interno e l’esterno.

Le sculture, che sembrano giocare sulla collina del PAV, sono realizzate in cemento e pigmenti, la ‘matrice’ è un rudimentale cartamodello, confezionato con un tessuto tecnico.  La relazione con le superfici ed i processi di traduzione sono strategie ricorrenti nel lavoro dell’artista la quale, mantenendo un pensiero pittorico, agisce nella tridimensionalità e nello spazio. La doppia valenza che è propria del dispositivo culturale della tuta vuole rispecchiare gli aspetti dicotomici di diritto e dovere, piacere e responsabilità, che dovremmo tenere in considerazione nell’articolare il nostro corpo nello spazio aperto.

Testo introduttivo sui lavori

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